Come leggere la busta paga?

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In breve

Il datore di lavoro deve di regola consegnarti a ogni pagamento della retribuzione una busta paga, in cui sono indicati singolarmente tutti gli elementi della retribuzione e ogni trattenuta. Dall’importo lordo si sottraggono prima i tuoi contributi previdenziali, poi l’imposta al netto delle detrazioni e le addizionali; le somme esenti da imposta si aggiungono. Controlla soprattutto contratto collettivo e inquadramento, ore, ferie e le tue detrazioni per familiari.

La busta paga mostra come dall’importo lordo di un mese si arriva all’importo pagato. Ogni busta paga ha un aspetto un po’ diverso: struttura, ordine e denominazioni dipendono dal datore di lavoro o dal suo ufficio paghe, perché la legge non prescrive un layout fisso. Gli elementi seguenti, però, di regola si trovano in ogni busta paga – a volte con un altro nome o in un altro punto. Questo articolo non sostituisce una consulenza personale. Quadro normativo 2026, aggiornato all’11.10.2026.

Obbligo e indicazioni obbligatorie

I datori di lavoro devono consegnare ai loro dipendenti (esclusi i dirigenti) una busta paga a ogni pagamento della retribuzione (L. 4/1953). Vi sono indicati nome, qualifica, periodo di paga, ogni elemento della retribuzione e ogni trattenuta singolarmente e, dal 1° maggio 2026, anche il contratto collettivo nazionale (CCNL) applicato con il codice unico assegnato dal CNEL. Al posto di una busta paga propria il datore di lavoro può consegnare una copia delle registrazioni nel Libro unico del lavoro (LUL). La legge non si applica a Stato, Regioni, Province e Comuni, ai lavoratori domestici e alle aziende agricole minori (fino a 3.000 giornate lavorative di manodopera dipendente nell’anno economico).

Competenze

Retribuzione base, indennità, straordinari e premi, se del caso la tredicesima o la quattordicesima e i rimborsi spese formano insieme l’importo lordo del mese.

Contributi previdenziali

Per primi vengono trattenuti i tuoi contributi previdenziali, in linea di principio sull’intera retribuzione. Per la maggior parte dei dipendenti del settore privato il contributo pensionistico è del 9,19% (il datore di lavoro versa in aggiunta la quota maggiore); a seconda dell’azienda si aggiungono piccoli contributi per l’integrazione salariale (vedi la domanda sui contributi INPS).

Imposta

Sull’importo imponibile (imponibile fiscale: retribuzione senza contributi e senza voci esenti da imposta) il datore di lavoro calcola l’IRPEF con gli scaglioni d’imposta ragguagliati al mese (2026: 23%, 33%, 43%), cioè l’IRPEF lorda. Da questa sottrae pro quota le detrazioni, soprattutto quella per lavoro dipendente e, se richiesta, quella per familiari a carico. Resta l’IRPEF netta, che viene trattenuta. Per la tredicesima e la quattordicesima calcola senza queste detrazioni (vedi la domanda al riguardo). Nel 2026 nel settore privato per alcune parti vale un’imposta sostitutiva al posto dell’IRPEF e delle addizionali, ad esempio il 5% sugli aumenti retributivi derivanti da contratti collettivi rinnovati e il 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e a turni, a determinate condizioni ed entro limiti di reddito (vedi la domanda sulle imposte sostitutive 2026).

Sgravi: a seconda del reddito complessivo si aggiungono una somma esente da imposta (fino a 20.000 €) o un’ulteriore detrazione (fino a 40.000 €) e, con un reddito basso, anche il trattamento integrativo; il datore di lavoro ne tiene conto nella retribuzione (vedi le domande al riguardo).

Addizionali: l’addizionale regionale e, se il tuo Comune la applica, il resto dell’addizionale comunale di un anno vengono trattenuti dal datore di lavoro dopo il conguaglio in non più di undici rate mensili, quindi nell’anno successivo; se il rapporto di lavoro termina, in un’unica soluzione. Per l’addizionale comunale dell’anno in corso da marzo si aggiunge un acconto del 30% in non più di nove rate. In Alto Adige per il 2025 e il 2026 fino a 35.000 € di reddito imponibile non si applica l’addizionale regionale grazie a una detrazione provinciale; non tutti i Comuni applicano un’addizionale comunale (vedi la domanda sull’addizionale IRPEF).

Conguaglio: entro il 28 febbraio dell’anno successivo al più tardi e alla cessazione del rapporto di lavoro il datore di lavoro ricalcola l’imposta per l’intero anno – il netto di quel mese può quindi discostarsi.

Trattamento di fine rapporto (TFR)

Per ogni anno si accantona una quota: al massimo la retribuzione annua (senza rimborsi spese ed erogazioni occasionali; il contratto collettivo può prevedere diversamente) divisa per 13,5, meno lo 0,5% della retribuzione come contributo previdenziale. Quanto accantonato fino alla fine dell’anno precedente viene rivalutato ogni anno dell’1,5% più il 75% dell’inflazione e viene pagato alla cessazione del rapporto di lavoro; in caso di adesione a un fondo di previdenza complementare viene versato interamente o in parte a quest’ultimo.

Netto

L’importo pagato (netto in busta) è l’importo lordo meno contributi, imposte e addizionali, più le somme esenti da imposta, meno altre trattenute (ad es. previdenza complementare, sindacato).

Che cosa dovresti controllare

  • Contratto collettivo e inquadramento: corrispondono all’informazione scritta ricevuta all’assunzione?
  • Ore: presenze, straordinari e assenze sono corretti? Il datore di lavoro deve registrarli nel LUL.
  • Ferie e ore di permesso: i residui di ferie e, se il tuo contratto collettivo li prevede, di ore di permesso (ad es. ROL) sono corretti? Per legge spettano almeno quattro settimane di ferie retribuite all’anno.
  • Detrazioni per familiari: il datore di lavoro le riconosce solo sulla base della tua dichiarazione, valida anche per gli anni successivi; le variazioni devi comunicarle per tempo. Spettano, tra l’altro, per il coniuge non legalmente separato e per i figli da 21 anni fino a meno di 30 anni, in ogni caso entro limiti di reddito.

I motivi tipici delle differenze li indica la domanda sulle differenze nel netto. Il tuo netto annuo lo stima il Calcolo stipendio netto.

Calcolatore utile e domande correlate

Fonti (aggiornate al 11 ottobre 2026)

Avvertenza

Informazione generale – non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria. Questo articolo spiega regole generali alla data indicata e non sostituisce una consulenza sul caso specifico. Per informazioni vincolanti rivolgiti alla tua banca, a un commercialista, a un CAF o all’autorità competente. Maggiori informazioni in Responsabilità.