Domande frequenti: Imposte in Alto Adige

Dichiarazione dei redditi, CAF, addizionali IRPEF, IMI, cedolare secca e DURP – le principali domande sulle imposte in Alto Adige.

← Tutti i temi delle domande frequenti

Aggiornato al 26 settembre 2026 – Le risposte riflettono la normativa vigente a questa data e sono state verificate sulla base di fonti ufficiali. Dal 1° gennaio 2027 entrano in vigore in Italia nuovi testi unici; le risposte verranno quindi ricontrollate. Informazione generale – non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria.

🏛️ Imposte in Alto Adige

Modello 730 o Redditi PF: quale dichiarazione dei redditi mi serve?

Il modello 730 è pensato per i contribuenti che hanno soprattutto redditi di lavoro dipendente o di pensione; con esso si possono dichiarare, tra l’altro, anche redditi dei terreni e dei fabbricati, redditi di capitale e redditi di lavoro autonomo per i quali non è richiesta la partita IVA. Il vantaggio: non devi fare calcoli e il rimborso o il debito viene di norma conguagliato direttamente sullo stipendio o sulla pensione; il 730 può essere presentato anche senza un datore di lavoro che faccia da sostituto d’imposta. Il modello Redditi Persone fisiche devi invece utilizzarlo, tra l’altro, se hai redditi d’impresa (anche come socio di una società di persone), redditi di lavoro autonomo con partita IVA, se concedi in locazione breve un numero di appartamenti tale da configurare un’attività d’impresa (dal periodo d’imposta 2026: più di due appartamenti; fino al periodo d’imposta 2025: più di quattro), se nel periodo d’imposta e/o nell’anno di presentazione non eri residente in Italia o se devi presentare anche la dichiarazione IVA, IRAP o il modello 770. In determinati casi non devi presentare alcuna dichiarazione; le condizioni sono indicate nelle istruzioni del modello 730. Ogni primavera l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione online la dichiarazione precompilata, che puoi verificare, integrare e presentare direttamente o tramite un CAF o un professionista abilitato. Le scadenze aggiornate si trovano sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Fonti: Legge 178/2020, art. 1, c. 595 (locazioni brevi) (normattiva) · Agenzia delle Entrate – Chi può presentare il 730 · Agenzia delle Entrate – Istruzioni Modello 730/2026

Che cos’è un CAF (Centro di assistenza fiscale) e in che cosa ti aiuta?

Un CAF è un centro di assistenza fiscale disciplinato dalla legge. I CAF sono costituiti da associazioni di categoria degli imprenditori (che assistono le imprese) oppure da organizzazioni sindacali dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, da grandi datori di lavoro o da associazioni di lavoratori promotrici di istituti di patronato (che assistono i contribuenti senza redditi d’impresa o di lavoro autonomo, quindi soprattutto lavoratori dipendenti e pensionati). Su richiesta un CAF predispone la tua dichiarazione dei redditi (ad esempio il modello 730), verifica la conformità dei dati alla tua documentazione, ti consegna copia della dichiarazione e il prospetto di liquidazione, comunica il risultato al tuo datore di lavoro o all’ente pensionistico (se presente) per il conguaglio e trasmette all’amministrazione finanziaria la dichiarazione e la tua scelta per la destinazione dell’8, del 5 e del 2 per mille. Tramite un CAF puoi presentare anche il modello 730 precompilato; a tal fine conferisci una delega. Se e quali compensi sono previsti, chiedilo direttamente al CAF.

Fonti: D.Lgs. 241/1997, artt. 32 e 34 (normattiva) · Agenzia delle Entrate – Quando e come presentare il 730

Che cosa sono le addizionali IRPEF della Regione e del Comune (addizionale regionale/comunale)?

Oltre all’imposta statale sul reddito IRPEF sono previste un’addizionale regionale e un’addizionale comunale. Entrambe si calcolano sul reddito complessivo determinato ai fini IRPEF, al netto degli oneri deducibili, e sono dovute solo se per lo stesso anno risulta dovuta anche l’IRPEF (al netto delle detrazioni). L’aliquota dell’addizionale regionale è stabilita per legge, entro i limiti fissati dalla legge statale, dalla Regione o – in Alto Adige – dalla Provincia autonoma di Bolzano; la Provincia può prevedere proprie detrazioni d’imposta (attualmente ad esempio per i figli a carico). Il Comune può stabilire con proprio regolamento un’addizionale comunale e una soglia di reddito fino alla quale non è dovuta; l’addizionale comunale è dovuta al Comune del domicilio fiscale al 1° gennaio dell’anno di riferimento. Non tutti i Comuni applicano l’addizionale comunale. Per lavoratori dipendenti e pensionati le addizionali sono normalmente trattenute dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico oppure conguagliate tramite la dichiarazione dei redditi. Le aliquote e le detrazioni aggiornate sono pubblicate dalla Provincia autonoma di Bolzano (Ripartizione Finanze) e, per i Comuni, su finanze.gov.it.

Fonti: D.Lgs. 446/1997, art. 50 (normattiva) · D.Lgs. 360/1998, art. 1 (normattiva) · Provincia autonoma di Bolzano – Addizionale regionale IRPEF · MEF – Addizionale comunale, Comuni della Provincia di Bolzano

IMI invece dell’IMU: quale imposta municipale sugli immobili si applica in Alto Adige alla tua abitazione?

In Alto Adige dal 2014 esiste l’imposta municipale immobiliare (IMI) ai sensi della legge provinciale n. 3/2014; nel territorio provinciale sostituisce le imposte comunali immobiliari istituite con leggi statali, quindi anche l’IMU. L’abitazione principale non è automaticamente esente: per essa e le relative pertinenze la legge prevede un’aliquota ridotta dello 0,4% e una detrazione dall’imposta, commisurata all’imposta dovuta per un’abitazione della categoria catastale A/2, classe 1, di 10 vani (maggiorata del 30%); per il terzo minore e ogni successivo del nucleo familiare che dimora abitualmente e risiede anagraficamente nell’abitazione, e per ogni persona con disabilità grave, la detrazione è maggiorata di 50 € ciascuno. Il Comune può elevare la detrazione fino a concorrenza dell’imposta dovuta: in tal caso per l’abitazione principale l’IMI non è dovuta. Per abitazione principale si intende quella in cui dimori abitualmente e risiedi anagraficamente; come pertinenze valgono al massimo tre unità delle categorie C/2, C/6 e C/7 (al massimo due della stessa categoria). In alcuni casi un’abitazione è equiparata all’abitazione principale anche se non vi si abita più – ad esempio quando persone anziane o con disabilità sono ricoverate in modo permanente in una struttura residenziale, purché l’abitazione non risulti locata. L’aliquota dello 0,4% per l’abitazione principale è fissata dalla legge provinciale; le altre aliquote (entro i limiti di legge) e l’importo della detrazione sono deliberati dal Consiglio comunale. Quanto devi pagare in concreto puoi chiederlo al tuo Comune.

Fonti: Legge provinciale n. 3/2014 – Imposta municipale immobiliare IMI (Lexbrowser)

Quando si paga l’IMI?

L’IMI (imposta municipale immobiliare) la calcoli tu stesso e la versi in due rate: la prima rata (acconto) per il primo semestre scade il 16 giugno, la seconda rata (saldo) per l’intero anno il 16 dicembre. Puoi versare l’imposta anche in un’unica soluzione annuale entro il 16 giugno; il Comune può prevedere con il proprio regolamento il versamento in un’unica soluzione entro il 16 dicembre e consentire per situazioni particolari un differimento dei termini di versamento – fanno quindi sempre fede le indicazioni del tuo Comune. Per l’acconto di giugno puoi applicare le aliquote e la detrazione dell’anno precedente; con il saldo di dicembre deve poi risultare versata l’intera imposta annua, calcolata secondo i valori dell’anno in corso. Il versamento si effettua con il modello F24 (o tramite ulteriori canali di pagamento stabiliti con decreto del Presidente della Provincia). Se l’imposta annua è pari o inferiore a 10,00 €, non deve essere eseguito alcun versamento.

Fonti: Legge provinciale n. 3/2014 – Imposta municipale immobiliare IMI, artt. 2 e 13 (Lexbrowser)

Che cos’è la «cedolare secca» nelle locazioni?

La «cedolare secca» è un’imposta sostitutiva facoltativa sui canoni di abitazioni (e relative pertinenze locate congiuntamente) concesse in locazione da persone fisiche, in qualità di proprietari o usufruttuari, al di fuori dell’esercizio di un’attività d’impresa o di arti e professioni. Sostituisce l’IRPEF e le relative addizionali regionale e comunale, nonché l’imposta di registro e l’imposta di bollo sul contratto di locazione, sulla sua proroga e sulla sua risoluzione. L’aliquota è del 21% del canone annuo pattuito; per i contratti a canone concordato in determinati Comuni – secondo l’Agenzia delle Entrate tra l’altro nei Comuni capoluogo di provincia e nei Comuni ad alta tensione abitativa – scende al 10%. Chi sceglie la cedolare secca rinuncia, per tutta la durata dell’opzione, a qualsiasi aumento del canone, anche all’aggiornamento ISTAT previsto dal contratto, e deve comunicarlo preventivamente all’inquilino con raccomandata. Per le locazioni brevi fino a 30 giorni l’aliquota è del 21% per un’abitazione scelta dal locatore nella dichiarazione dei redditi e del 26% per le altre; dal periodo d’imposta 2026 questa disciplina si applica solo se sono concesse in locazione breve al massimo due abitazioni – con più abitazioni la legge presume che l’attività di locazione sia svolta in forma imprenditoriale. I redditi così tassati contano comunque quando si calcolano i limiti di reddito per le agevolazioni o l’ISEE.

Fonti: D.Lgs. 23/2011, art. 3 (normattiva) · D.L. 50/2017, art. 4 (normattiva) · Legge 178/2020, art. 1, c. 595 (normattiva) · Agenzia delle Entrate – Cedolare secca

Che cos’è la DURP in Alto Adige?

La DURP (Dichiarazione unificata di reddito e patrimonio) è una dichiarazione prevista in Alto Adige, in cui sono riuniti i dati reddituali e patrimoniali di una persona; è la base per molte prestazioni della Provincia, ad esempio l’edilizia abitativa agevolata, le borse di studio, la partecipazione tariffaria ai servizi sociali o i contributi per cure odontoiatriche. La dichiarazione è individuale: ogni componente del nucleo familiare presenta una propria DURP; per alcune prestazioni serve inoltre l’attestazione del valore della situazione economica (VSE). Puoi compilare la DURP da solo online tramite myCIVIS oppure farla predisporre gratuitamente da un patronato o da un centro di assistenza fiscale (CAAF). Per le domande presentate tra il 1° gennaio e il 30 giugno contano i redditi del penultimo anno, per le domande dal 1° luglio quelli dell’anno precedente; per l’edilizia abitativa agevolata serve la DURP degli ultimi due anni. L’ISEE è invece lo strumento nazionale con cui si valuta, secondo criteri unificati, la situazione economica ai fini delle prestazioni sociali agevolate. Quale delle due dichiarazioni ti serve dipende dalla prestazione – anche alcune prestazioni provinciali utilizzano l’ISEE, ad esempio l’assegno provinciale per i figli.

Fonti: Provincia autonoma di Bolzano – Dichiarazione unificata di reddito e patrimonio (DURP) · Agenzia per la famiglia – Sostegno finanziario · DPCM 159/2013, art. 2 (ISEE) (normattiva)

Altri temi

Domande frequenti · Mutuo e casa · IVA · Regime forfettario

Avvertenza

Queste risposte spiegano regole generali e non sostituiscono una consulenza sul caso specifico. Per informazioni vincolanti rivolgiti alla tua banca, a un commercialista, a un CAF o all’autorità competente. Maggiori informazioni in Responsabilità.